LE ASTE DEL FUTURO
Il meccanismo delle aste immobiliari necessita di correttivi.
Allo stato attuale delle cose, esistono troppi passaggi burocratici che rallentano e rendono meno appetibile acquistare un bene tramite le procedure giudiziarie.
Per esempio, non sempre è possibile visionare l'immobile, ed è quindi difficile comprendere il suo reale valore.
Con il rischio di comprare a scatola chiusa e trovarsi tra le mani un appartamento inagibile o che necessita di significative ristrutturazioni, il cui costo può annullare del tutto lo sconto ottenuto in asta.
Ulteriori problemi sono poi legati al rilascio del decreto di trasferimento, per il quale si aspettano anche 60 giorni dal saldo, ed al fatto che l'acquirente non può entrare in possesso del bene fisicamente occupato dal debitore, anche se possiede un titolo esecutivo del tribunale.
Non basta chiamare la forza pubblica per chiedere i locali; si deve procedere legalmente (con l'aiuto di un avvocato) e l'ausilio dell'ufficiale giudiziario.
Ma, a partire dal 2006, la legge 80/2005 introduce novità piuttosto significative.
Le aste possono essere affidate non solo ai notai, ma anche ad avvocati, commercialisti ed esperti contabili, anche se i termini e le modalità per lo svolgimento vengono comunque decise dal giudice.
Ciò comporta una riduzione dei tempi di gestione di un asta e, probabilmente, aumentando la qualità del servizio offerto (grazie all'ausilio del custode per far visionare gli immobili), dovrebbe aumentare anche il giro d'affari che è comunque già di centinaia di milioni di euro l'anno.
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